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giovedì 8 marzo 2018

Siamo così, dolcemente complicate. Coppa del nonno home made.

Buongiorno a tutti e auguri a tutte le donne!
Quest'oggi ricettina super velocissima, sorprendentemente buona e sorprendentemente uguale all'originale!

Tutti conosciamo il gelato al caffè "Coppa del nonno" e lo sapete, io e il caffè siamo una cosa sola.
Non potevo non provare a farlo da me.

Il risultato mi è piaciuto tantissimo, la ricetta originale prevedeva l'utilizzo di caffè solubile, io invece ho optato per la classica tazzina di caffè ristretto.

Provatela, e fatemi sapere.

L'ho gia detto che è veloce? ☺

COPPA DEL NONNO HOME MADE
Ingredienti:
  • 300 g panna da montare già zuccherata
  • 100 g latte condensato
  • 2 tazzine caffè ristretto
Procedimento:

Mescolare il caffè con il latte condensato. Montare la panna a neve ben ferma. Versare piano il composto di caffè e latte nella panna, mescolando lentamente dal basso verso l'alto, per non smontare il composto.

Distribuire il gelato in coppette o nelle tazzine da caffè (che è più carino).

Far riposare in freezer per circa 2 ore.

ET VOILA'!!!


DSC_2919 coppa del nonno blog


Avete visto che bella la mia Cover iPhone 7 personalizzata? Io me la son fatta fare con il nome del mio blog, la trovate su GoCustomized
Andate a dare un'occhiata, potete personalizzarla come volete!!!

Un bacio grande da me.

mercoledì 12 luglio 2017

Quello che resta del sole, te lo porto a casa. Tartellette di frolla al cacao con ricotta e caciotta Kremina Inalpi.

Buongiorno a tutti e buona Estate!

Quest'anno sono stata convocata anche io!

L'aroma del caffè partecipa con gioia alla bellissima sfida "Saranno Famosi" promossa da Inalpi.

Il Contest, giunto alla terza edizione in sinergia con slow food & Altissimo Ceto vede sfidarsi Dieci tra i migliori Sous chef selezionati dalla Guida Osterie d'Italia 2017 e 30 Blogger (tra cui io ☺ ).

Sono in una squadra di tutto rispetto eh, con me ci sono Daniela Vietri e Roberta Castrichella, e siamo capitanate da Mariangela Russo della Trattoria La Locandiera in provincia di Matera

Tutte e tre con l'aiuto di Mariangela abbiamo stilato un menu utilizzando i prodotti Inalpi.

A me il compito di ideare il dolce. Ho voluto sperimentare. Una frolla al cacao con una crema di ricotta e la caciotta Kremina.

Il risultato mi è piaciuto veramente tanto, giudicate voi.

TARTELLETTE DI FROLLA AL CACAO CON RICOTTA E CACIOTTA KREMINA

Ingredienti per circa 5 Tartellette:

per la frolla
  • 180 g farina
  • 100 g burro Inalpi
  • 20 g cacao amaro
  • 1 uovo
  • 100 g zucchero
Per la crema
  • 100 g ricotta di pecora
  • 50 g caciotta Kremina
  • 1 tuorlo uovo
  • 85 g zucchero a velo
frutti rossi qb


PROCEDIMENTO:

Preparare la frolla: farina a fontana, burro, zucchero, cacao, uova. Impastare molto velocemente, formare una palla che faremo conservare in frigo avvolta da pellicola per circa 30 min.
Preparare la crema: setacciare la ricotta e mescolarla con l'aiuto di una frusta con la caciotta kremina tritata sottilmente, il tuorlo d'uovo, lo zucchero.

A questo punto riprendere la frolla, stenderla con l'aiuto di un mattarello e foderare 5 stampi per tartelletta (diamentro 12 cm). Bucherellare il fondo con una forchetta e riempirli con la crema.

Cuocere in forno ventilato a 175° per circa 25-30 min.

Decorare con frutti rossi.

ET VOILA'!!!!!

DSC_2910blog



mercoledì 8 febbraio 2017

Il Gusto fa scalo a Fiumicino, con Autogrill e Cristina Bowerman

Buongiorno a tutti e buona settimana!

Lo scorso giovedì, insieme ad un bel gruppetto di amici blogger, mi sono fatta un giro all'aeroporto di Fiumicino, gentilmente invitata da Autogrill.

L'occasione è stata davvero gradita.

L'apertura di quattro nuovi concept di ristorazione, nella nuova area di imbarco E e T3, quella per i voli extra Schengen.

Il primo che abbiamo visitato (e provato...) è stato ASSAGGIO, una proposta di ristorazione unica ed innovativa, in cui provare un vero e proprio tour enogastronomico.



Un wine & fish bar, la cui offerta è supervisionata dalla chef stellata (che oltre ad essere stellata è simpatica, frizzante e soprattutto alla mano :D) Cristina Bowerman, che ha firmato anche tre delle ricette del menù (che bonta ragazzi miei, che bontà!!!):

  • Tegamino con uovo 65°, mozzarella di bufala campana DOP e patata

  • Mezze maniche ripiene di salsa romesco, acqua di mozzarella e mandorle

  • Avocado al quadrato, trota, pepe rosa, pomodori, semi di sesamo
Che poi tra l'altro abbiamo avuto anche il piacere di vederla all'opera, Cristina infatti ci ha mostrato la preparazione dei piatti :), una vera poesia vederla all'opera, ve lo assicuro.

Lei e il Glass Hostaria, a Trastevere (Roma) sono stati anche un case study alla Bocconi nel 2010, anno che la vede stella Michelin, unica donna!



Ho trovato la sua cucina curiosa, insolita ma allo stesso tempo con sapori "di casa", e mi sono ripromessa di tornare a trovarla prestissimo, aspettami Cristina!!!!





Tutti i vini invece sono selezionati da Zonin1821

 Il tour è poi proseguito al secondo BISTROT, un altro innovativo "ristoconcept" realizzato da Autogrill in collaborazione con l'Università degli studi di Scienze Gastronomiche (Unisg) di Pollenzo.
Ristorante che unisce insieme prodotti tipici, lavorazione artigianale, stagionalità e soprattutto Km 0.



Somiglia ad un gran bel mercato di città, e al suo interno si mangia con tradizione e innovazione (premio nobel a quella fantastica pizza bianca e mortazza, ne volevo mangiare 72364687 pezzi...)



Il pranzo si è concluso poi nel migliore dei modi, con dei fantastici dolcetti offerti dal KIMBO CAFFE', ovviamente napoletani....

...Ed eccomi quà... all'opera :)



giovedì 26 novembre 2015

Il Thanksgiving Day e i tacchini, e il perchè del giorno del Ringraziamento

Buongiorno a tutti e buon giorno del ringraziamento a tutti, ammmmmaregani e non J
Per noi italiani ogni scusa è buona per fare festa, si sa, ce piace magnà e stare con i piedi uniti sotto il tavolo da pranzo. Ecco perché in parecchi durante questa giornata amano festeggiare il ringraziamento pur non essendo a stelle e strisce.
Ma qual è la storia di questo giorno?

Il motivo per cui si festeggia il Thanksgiving Day è rimasto invariato dal 1621, anno in cui i padri pellegrini del Massachussets si riunirono per ringraziare il Signore del ricco raccolto di quell’anno.

Da quel giorno il quarto giovedì di Novembre il Presidente degli Stati Uniti tiene un discorso, migliaia di cittadini si riuniscono in calde e accoglienti case e centinaia di tacchini vengono riempiti e insaporiti a dovere. Ma perché proprio il povero tacchino è stato scelto come piatto-simbolo di questa festa. Secondo la leggenda i padri pellegrini condivisero il raccolto con gli indiani Wampanoag, e mangiarono tacchini in abbondanza.


Inoltre, il tacchino è perfetto come simbolo di condivisione, perchè proprio per questo durante il Giorno del Ringraziamento viene cucinato (anche) per offrirlo ai vicini di casa o a persone meno fortunate. Non solo: la carne del tacchino è poco saporita, quindi la vera sfida è quella di renderla deliziosa. Come? Con il classico ripieno di pane e castagne e la salsa gravy, accompagnandolo con purè di patate, salsa di mirtilli e torta di zucca. 



Avete voglia anche voi di  sentirvi dei veri americani e festeggiare il Thanksgiving Day? Mercoledì 25 Novembre (un giorno prima della Festa del Ringraziamento) potrete farlo in una maniera del tutto particolare, partecipando al Social Club dedicato alla festa americana presso la scuola inglese Mestre e Venezia Wall Street English. Conversazioni in inglese, brindisi, tacchini: tutto quel che serve per sentirvi dei perfetti americani e, già che ci siete, condividere la gioia per tutto quello che avete.



Articolo scritto in collaborazione con Wall Street English, scuola d’inglese con centri in tutta Italia e nel mondo.  

martedì 3 novembre 2015

L’arte e il piacere del saper mangiare: dalla mise en place al bon ton a tavola.

Spesso la scelta di un ristorante in cui pranzare o cenare non dipende solo dalla qualità del cibo e del servizio, ma anche dalla prima impressione che un luogo riesce a trasmettere. Pochi e semplici dettagli, come la scelta di tovaglie e tovaglioli in tessuto non tessuto o la perfetta disposizione di piatti, posate e bicchieri, potrebbero catturare l’attenzione di potenziali clienti e portarli a fermarsi in un determinato locale per consumare il pasto.

L’armonia, l’eleganza e l’ordine di un luogo sono tra gli aspetti che colpiscono maggiormente, in quanto nell’ambito della ristorazione la prima impressione non è da sottovalutare. Grande importanza è data a quella che in francese viene definita la mise en place, ovvero la messa in tavola di tutti quegli elementi che sono fondamentali non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello funzionale e pratico. Ecco, quindi, che esistono delle regole molto importanti sia per quanto riguarda il modo di apparecchiare la tavola che per quanto riguarda il comportamento da mantenere durante un pranzo o una cena.

Per prima cosa la tovaglia deve essere della giusta dimensione in modo da coprire tutta la superficie del tavolo e sfiorare il pavimento. È infatti indice di cattivo gusto utilizzare tovaglie troppo lunghe o troppo corte. I tovaglioli devono essere perfettamente puliti e piegati nella giusta maniera. Sono da prediligere colori non troppo chiari se l’ambiente presenta pareti bianche e tonalità candide se, al contrario, il ristorante non è particolarmente luminoso. In questa direzione tovaglie e tovaglioli in tessuto non tessuto sono la scelta ideale perché eleganti e pratici allo stesso tempo e perché permettono di eliminare il costo di lavaggio della biancheria.


Per quanto riguarda la mise en place è bene tenere a mente che seguire per filo e per segno le regole dettate dal galateo potrebbe portare ad appesantire inutilmente la tavola, mentre apparecchiare utilizzando il giusto numero di piatti, posate e bicchieri darà un risultato ordinato ed elegante. Alla sinistra del commensale verranno poste le forchette: all’estremità quella per la prima portata e subito dopo quella per la seconda. Alla destra andrà, invece, il coltello, rigorosamente con la punta rivolta verso l’interno. Alla destra del coltello, se necessario, si pone il cucchiaio, mentre in direzione della punta del coltello ci sarà il bicchiere del vino, seguito verso il centro da quello dell’acqua.
Nel caso in cui si effettui il servizio alla russa non è necessario disporre i piatti prima del servizio, perché verranno porzionati in cucina e proposti poi ai commensali, mentre se si effettua un servizio alla francese la predisposizione dei piatti avverrà durante la mise en place: prima il piatto piano e sopra di esso quello fondo. Diversa può essere, invece, la scelta del posizionamento del tovagliolo: secondo il galateo andrebbe alla sinistra del commensale, subito dopo le forchette, ma si può anche decidere di porlo davanti al commensale, adagiato nel piatto fondo o sulla tovaglia, piegato elegantemente o arricchito da un nastrino di seta.


Tanto quanto è importante il modo in cui una tavola viene apparecchiata, anche il comportamento tenuto dai commensali non è da meno. Augurare buon appetito, ad esempio, è segno di maleducazione, così anche come chiedere il sale, considerato la moneta dell’antichità. Chiederlo, infatti, significherebbe sottolineare che non si sta apprezzando il gusto della pietanza e potrebbe offendere il padrone o la padrona di casa. Tanto quanto la posizione delle posate è importante nella mise en place, anche per i commensali durante il pranzo e la cena lo sono: se si vuole fare una pausa mentre si sta mangiando, infatti, basterà incrociare le posate nel piatto per far capire che si ha intenzione di finire, mentre a pasto terminato verranno appoggiate l’ una di fianco all’altra nel piatto e mai ai lati dello stesso con le estremità appoggiate sulla tovaglia. Segno dell’aver gradito o meno il pasto è invece dato dalla posizione del tovagliolo una volta terminato: se lo si piega ordinatamente e lo si appoggia alla propria sinistra significa che si è gradito il pranzo o la cena, mentre se lo si lascia sul tavolo senza piegarlo è segno di non essersi trovati a proprio agio.
Stare a tavola, tanto quanto l’aver cura nella mise en place e nel garantire un accurato servizio unito alla qualità dei piatti offerti, è senza dubbio segno di rispetto, di buon gusto e di buona educazione, perché mangiare non significa semplicemente cibarsi, ma dedicarsi del tempo e, soprattutto, prendersi cura di sé stessi.

Articolo scritto in collaborazione con Cartindustria


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